http://www.mangialibri.com/libri/la-signora-di-sing-sing

28/09/2016

Alessandra Farinola

“Giovedì 25 aprile 1895, il caldo a New York superò il primato dell’aprile di ventiquattro anni prima. Alle tre e mezzo del pomeriggio la temperatura balzò di colpo da undici a trentadue gradi. Se lo sbalzo di temperatura non fosse stato così violento, forse Maria non avrebbe perso la testa alle dieci meno un quarto del mattino successivo”. Forse fu davvero colpa del caldo anomalo e asfissiante, forse dei mesi di umiliazioni e vergogna, forse della “banale” sofferenza d’amore. O forse fu colpa di quell’unica, ultima frase colma di disprezzo: “Pigs marry”, Solo un porco ti sposerebbe… Maria Barbella, poco più che ventenne, semianalfabeta, arrivata a New York con altri poveracci un paio di anni prima da Ferrandina, in Calabria, era una cucitrice, una dei tanti italiani in cerca di fortuna nella terra della grande promessa. Un giorno aveva incontrato Domenico Cataldo, tante donne e la voglia di accumulare soldi per tornare ricco in Italia. Era stato così facile per lui far girare la testa a quella ragazzina rotondetta e sprovveduta; lei aveva creduto davvero alla sua promessa di nozze. E poi lui veniva dalla sua stessa terra, sapeva quanto fosse importante fare le cose per bene. Ma il tempo passava e lui, dopo averla compromessa, continuava a rimandare la visita a suo padre. Poi aveva cominciato a parlare di un ritorno di Italia. Quella mattina, mentre giocava a carte nel solito bar, la ragazza, seguita da sua madre, voleva soltanto convincerlo a non partire, voleva soltanto che lui mantenesse la parola data. Magari poteva ferirlo col suo rasoio, solo per non farlo andar via. Ma poi lui aveva detto quelle cose terribili… Cora Slocomb è una ricca ereditiera della Virginia educata in Europa. A Roma ha incontrato il conte Detalmo Savorgan di Brazzà, un nobile friulano fratello del più famoso Pietro esploratore in Africa e in certo modo rivale di Stanley, e se n’è innamorata. Dopo le nozze, ha subito mostrato la sua abilità di imprenditrice promuovendo la produzione di merletti nelle terre di famiglia nei pressi di Udine. Ma non ha mai smesso di tenersi informata su quello che accade oltreoceano e dai giornali apprende quello che sta succedendo alla piccola Maria, la prima donna condannata alla sedia elettrica - da poco introdotta a New York al posto della forca – per omicidio di primo grado. Cora decide di partire per informarsi e fare qualcosa, conosce molta gente potente da quelle parti. Suo marito è sempre con lei nelle sue battaglie e anche adesso resta al suo fianco. Maria e Cora non sanno di essere finite in una storia ben più grande di un omicidio, non sanno che le loro strade si stanno per incontrare in quella che di fatto sarà la prima grande campagna contro la pena di morte, non sanno cosa significheranno l’una nella vita dell’altra, pur appartenendo a mondi lontanissimi…

Questo testo, frutto delle ricerche compiute in lunghi anni dalla pronipote di Cora Slocomb, Idanna Pucci - fiorentina, studi alla Columbia, vita e lavoro di scrittura in Indonesia -, viene pubblicato per la prima volta a New York nel 1997 da Vintage Books con il titolo The Trials of Maria Barbella, quindi in Italia da Giunti nel 2002 con il titolo La signora di Sing Sing: no alla pena di morte. Nel 2016 Libreria Editrice Fiorentina cura questa nuova edizione, riveduta corretta e con la prestigiosa prefazione di Edgar Morin, filosofo e sociologo; una edizione che comprende, tra le altre cose, anche una mail del 2015 di una discendente di Maria, ovvero la realizzazione del più grande desiderio dell’autrice dal momento in cui ha reso pubblica la storia della sua antenata, ritrovare qualche parente di quella piccola e sfortunata ragazza, finita suo malgrado in una storia americana. Una storia, in realtà, per molti versi tristemente comune a tanti italiani convinti di affrontare l’oceano per riscattarsi da un destino segnato di povertà, finiti invece a barattare i loro sogni con realtà ben più spietate. La vicenda di Maria si distingue perché si intreccia con quella di una americana forte, colta, volitiva e intraprendente, emigrata anche lei in Italia per amore. Ma soprattutto perché si inserisce in una questione di enormi interessi economici che vide contrapposti in una lotta senza esclusioni di colpi Thomas Edison (sì, “quello” della lampadina) e George Westinghouse, sponsor della dinamo a corrente alternata messa a punto da Nikola Tesla. New York aveva arricchito Edison acquistando la sua corrente continua ma, con la scoperta di quella alternata di Tesla, più pratica e conveniente, gli affari di Westinghouse stavano andando decisamente meglio. Nel 1980 un dentista di Buffalo aveva inventato la sedia elettrica, acquistata dallo stato di New York per utilizzarla al posto della forca, ritenendola, in una strana orrida convinzione, più “umana”. Ma la scoperta dell’elettricità qualche anno prima era stata salutata come una conquista dell’umanità e gli intellettuali illuminati non tolleravano che venisse utilizzata per togliere la vita. Edison colse allora la palla al balzo per tutelare i propri interesse e brigò in ogni modo perché la sedia elettrica fosse alimentata a corrente alternata così da “demonizzarla” insieme al suo avversario agli occhi dell’opinione pubblica e far passare quella continua esclusivamente come un benefico dono. La lotta tra Edison e Westinghouse si fece spietata al punto che Cora Slocomb – che cercò in ogni modo di sospendere la sentenza di morte di Maria, nel frattempo unica “ospite” femminile del famigerato penitenziario di Sing Sing (a proposito: ci sarà riuscita?) – ebbe bisogno della protezione di una guardia del corpo, che poi fu quel famoso Joe Petrosino, un altro italiano ricordato tra i protagonisti di queste tristi, meravigliose, emozionanti e semisconosciute storie di italiani in America. E i fatti legati alla storia di Maria non finiscono certo qui. Il saggio di Idanna Pucci, puntuale, ricco e interessante come una raccolta di documenti storici, si legge agilmente come un romanzo avvincente e offre al lettore numerose conoscenze e spunti di riflessione. Resta, ad esempio, indelebile la pagina terribile che racconta la prima esecuzione, di fatto sperimentale, tramite sedia elettrica. Una lettura preziosa, imperdibile per tutti gli appassionati di Storia e di storie, fondamentale per chi si interessa al fenomeno dell’emigrazione italiana nel secolo scorso. Ha avuto ragione Idanna Pucci a rendere nota questa storia, che è, anche, non solo un omaggio ad una grande donna sua antenata ma a tutte le Maria e a tutti coloro che si son battuti e si battono ancora contro la pena di morte nel mondo.


Il libro

  • La signora di Sing Sing

    La signora di Sing Sing

    Idanna Pucci

    Manhattan, 26 aprile 1895: un emigrante italiano muore per mano di una compaesana da lui brutalmente sedotta e abbandonata.Il processo è frettoloso e venato di razzismo. L’accusa è di omicidio di primo grado. Il... Continua »

    € 15,00

    compra